Il Territorio
Viggiù: la Storia
(Panorama di Viggiù venendo da Piamo. - Clicca per ingrandire - Foto di Francesco Rizzi)
Le indagini storiografiche su Viggiù fanno pensare a due ipotesi circa la sua origine. L'una lo vedrebbe affondare le proprie radici nelle popolazioni orobiche dell'età protostorica, l'altra riterrebbe il paese fondato, probabilmente, da Giulio Cesare, da cui il nome romano Vicus Juli (vale a dire paese di Giulio), trasformatosi, con il passare del tempo, in Vicluvium, quindi Vigloeno, Viglue e alla fine Viggiù.
A sostegno della seconda tesi vi sono alcuni reperti archeologici, tra cui alcune lapidi ed un coperchio di sarcofago risalenti all'epoca romana, ritrovati sul colle San Martino, ed una tradizione orale, secondo la quale, la località Cascina Vidisello sarebbe stata costruita attorno alle rovine di un accampamento romano.
(Panorama di Viggiù visto dall'alto. - Clicca per ingrandire - Foto di Francesco Rizzi)
Fra le curiosità da non dimenticare vi è la famosa "Pietra di Viggiù" che era estratta dalle colline limitrofe.
Essa veniva utilizzata come materiale da costruzione e da decorazione ed in passato portò il territorio ad essere un luogo di grande importanza artistica.
Artigiani prima, poi abili artisti e creatori, i viggiutesi utilizzarono, ovviamente, la "pietra" (una fine arenaria di colore grigio paglierino), che ben si presta come materiale adatto per fini esecuzioni decorative.
Si pensi che già dal XII secolo, artisti viggiutesi facevano parte della Confraternita dei Maestri Comacini.
Dal 1500 sino alla metà del 1600, vere e proprie colonie di "artieri" viggiutesi erano presenti a Roma per pregevoli esecuzioni artistiche ed architettoniche.
Fra i principali artisti si ricordano i Butti, i Giudici, i Longhi, i Piatti, gli Argenti ed i Galli.
Una vera e propria schiera di artisti che diedero fama a Viggiù come Paese degli Artisti.
Tutti i testi di questa sezione sono di Francesco Rizzi
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